Rilevatore Esterno Antifurto

Rilevatore Esterno Antifurto
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I sensori esterni utilizzati in un impianto di antifurto non sono poi così diversi da quelli interni. La principale differenza è che, essendo installati all’ aria aperta, hanno bisogno di un involucro fatto ad hoc che li preservi da pioggia, vento, neve, grandine e soprattutto sono più soggetti a sabotaggi e tentativi di accecamento con vernici, lacche e spray.

Possono essere montati per un antifurto che controlli un giardino, un balcone, installati a tendina su singole finestre per evitare l’accesso dai punti deboli della casa. Insomma rappresentano il primo baluardo di difesa in un sistema di sicurezza. E’ quindi indispensabile che facciano bene il loro lavoro evitando che il ladro li bypassi riuscendo ad entrare indisturbato nella nostra proprietà.

Come detto devono possedere un’alta protezione contro le intemperie. L’indice a cui dobbiamo far riferimento quando li acquistiamo è l’International Protection. Si presenta con la sigla IP seguita da una coppia di numeri. IP68 è il massimo che possiamo avere perchè si tratta di un oggetto protetto anche da immersione nell’ acqua, a noi per un sensore basta avere un IP66, ovvero protezione contro colpi di corpi solidi e contro ondate di liquido.

Ovviamente ci sono anche altre protezioni: antimascheramento contro tentativi di oscurare la lente con vernici o fogli di carta e sistemi antistrappo che chi vuole disinstallarlo a forza.

Per quel che riguarda i sistemi di controllo perimetrali, ad esempio quelli della marca Optex, per creare delle barriere ad infrarosso sui muri esterni o interni di villette, giardini, magazzini esistono dei sensori attivi che si installano a coppia. A differenza dei passivi singoli Pir, i rilevatori attivi sono installati uno di fronte l’altro e creano un filo invisibile a raggi infrarossi che se viene valicato fa scattare l’allarme.

Se abbiamo problemi di falsi allarmi dovuti agli agenti atmosferici o a disturbi “termici” possiamo utilizzare sensori a microonde, che sfruttano il campo magnetico per il riconoscimento degli intrusi oppure sensori a doppia tecnologiaovvero che utilizzano Pir abbinato alle microonde per il controllo. L’allarme, in quest’ultimo caso, scatterà solo se il controllo effettuato dalle due tecnologie avrà dato esito positivo.

I sensori esterni possono coprire anche decine di metri, l’installatore però deve avere l’accortezza di tener conto di eventuali disturbi derivanti da fonti di calore diretto, ad esempio raggi solari o superfici riflettenti. Altra attenzione va posta alla presenza di animali domestici, come cani e gatti che scorrazzano in giardino, ma anche di uccelli che possono presentarsi spesso. La funzione pet immune di cui sono dotati i sensori dovrebbe bastare, ma in caso di sensori costantemente allarmati dalla presenza di animali si può pensare all’installazione dei rilevatori a doppia tecnologia che controllano la presenza umana anche con l’uso di microonde ad alta frequenza.